Svim, dal Porto di Numana al Monte Conero in E-Bike

Un servizio che permette di visitare in maniera sostenibile e slow il Parco del Conero a turisti e diportisti

Numana, 5 agosto 2021 – Presentata questa mattina a Numana la seconda azione pilota del progetto strategico di cooperazione transfrontaliera Italia-Croazia Framesport, acronimo di “FRAMEwork initiative fostering the sustainable development of Adriatic Small PORTs”.

Si tratta di un servizio di E-Bike (bicicletta elettrica, ndr) che permetterà di visitare in maniera sostenibile e slow il Parco del Conero ai diportisti della città rivierasca. Dopo la consegna della Bandiera Blu per qualità ambientale delle acque, alla cura della spiaggia e delle aree circostanti, fino ai servizi per una balneazione sicura, si riparte da uno dei più belli e puliti mari della regione Marche in e-bike alla scoperta dell’entroterra.

Nello specifico, l’azione pilota del progetto prevede l’organizzazione, gestione, promozione e monitoraggio, in via sperimentale, del servizio di mobilità sostenibile con e-bike. I fruitori del Porto di Numana avranno a disposizione una flotta di 8 e-bike gratuite, con sistema di prenotazione online al sito: https://portonumana.superbikeplanet.it, nel periodo agosto – settembre 2021, con orari giornalieri compresi fra le 08:00 e le 20:00. La stazione e-bike è localizzata al Porto di Numana, punto di partenza per escursioni nell’area naturalistica del Parco del Conero.

L’intervento sperimentale di mobilità sostenibile, per migliorare i collegamenti del Porto con le attrazioni turistiche locali, compreso il Parco regionale del Monte Conero – da detto l’amministratore unico di Svim Gianluca Carrabsè stato attivato da Svim, l’Agenzia di Sviluppo della Regione Marche. Un’azione che riguarda l’ambito tematico Ambiente e Energia, in linea con gli obiettivi strategici previsti nel Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia».

Grazie a questo progetto – ha sottolineato il sindaco di Numana Gianluigi Tombolinipossiamo mettere a disposizione dei diportisti che visitano Numana e il territorio circostante queste biciclette elettriche con pedalata assistita che dalla splendida cornice marina del porto consentono di effettuare qualsiasi itinerario in libertà e in armonia con la natura”.

Per Daniele Silvetti, presidente dell’Ente Parco regionale del Conero: «La mobilità attraverso le bici elettriche è una grande opportunità per fruire del territorio in maniera sostenibile. L’opportunità riguarda, ovviamente, non solo il territorio del Parco ed i Comuni che lo compongono, ma penso ad un sistema che consenta al turista di raggiungere la cinta dei Comuni limitrofi in maniera green. La pista ciclabile già esistente consente ad esempio di giungere oggi da Numana a Porto Recanati e da qui a Loreto ed alla sua Basilica. Lo stesso vale per l’offerta culturale-archeologica di Osimo e di Camerano e quella storico-artistica di Castelfidardo anche se un tratto di quel percorso ciclabile va completato»

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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