Legambiente per l’Area Marina Protetta del Conero e contro le fake news

L’associazione ambientalista puntualizza su costi, risorse a disposizione e gestione, chiamando i Sindaci di Ancona, Sirolo e Numana alle proprie responsabilità

Ancona, 2 dicembre 2020 – L’Area Marina Protetta della Costa del Monte Conero non è un costo per i Comuni ma una opportunità per catalizzare nuove risorse. Da questo parte Legambiente per lanciare nelle Marche la campagna Unfakenews, realizzata con La Nuova Ecologia, per contrastare la disinformazione che spesso è la principale nemica nella realizzazione di obiettivi importanti per l’intera comunità.

E proprio la questione economica inerente la gestione e le risorse future a disposizione dell’Area Marina Protetta del Conero è il primo punto che l’associazione vuole affrontare con chiarezza.

I tre Sindaci chiamati ad esprimersi definitivamente sulla costituzione o meno dell’Area Marina Protetta del Conero

Non è l’Europa che finanzia le Amp ma lo Stato, attraverso un finanziamento annuale reso disponibile dal bilancio del Ministero dell’Ambiente proprio per garantire il loro funzionamento e gestione, e lo fa perché il Parlamento ha ritenuto meritevole di tutela la Costa del Monte Conero proprio per tutelarla dall’inquinamento di cui il Sindaco di Numana parla, o dai vongolari che non rispettano le norme di cui ci si lamenta.

«Se si volesse fare corretta informazione, verso cittadini e portatori di interesse, gli amministratori che si ritengono contrari a causa dei costi, avrebbero scoperto che, oltre ai fondi ordinari per la gestione, le aree marine protette sono destinatarie di altre risorse e finanziamenti statali come, ad esempio, 4,5 milioni di euro per il finanziamento di interventi finalizzati alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici nei territori delle aree marine protette italiane – commenta Legambiente – Risorse previste da un bando del Ministero dell’Ambiente, “Aree marine protette per il clima”, nell’ambito del progetto “Parchi per il clima” che ha già stanziato per il 2020 100 milioni di euro per progetti improntati alla sostenibilità da realizzarsi nei parchi nazionali, che fanno seguito agli 85 milioni di euro stanziati nel 2019. Aggiungiamo anche che le Aree marine protette sono state riconosciute dal DL Semplificazione come Zone economiche ambientali, al pari dei Parchi nazionali che lo erano già, e perciò possono accedere al fondo ministeriale di 40 milioni di euro per finanziare le imprese locali ricadenti nel perimetro delle AMP e dei Parchi nazionali che in questo modo possono diventare veri laboratori per promuovere l’economia circolare, l’uso di energie rinnovabili e favorire la coesione sociale e la cura del territorio, salvaguardando il grande patrimonio di biodiversità che siamo chiamati a tutelare».

«Ovviamente – sottolinea ancora Legambiente Marche – si tratta di risorse e opportunità finanziarie di cui, a causa del ritardo nella nascita dell’Amp Costa del Monte Conero, i Comuni e le imprese del territorio non hanno potuto beneficiare né nel 2019 né nel 2020, per una chiara responsabilità degli Amministratori che fino ad ora hanno praticato un inspiegabile ostracismo verso un obiettivo che, se mancato, farà piombare l’intera regione in un ritardo non più colmabile».

Per Legambiente è importante mettere al corrente i cittadini e le comunità locali (a partire dalle imprese e dagli operatori economici), dell’importante perdita di risorse che hanno già subito con la mancata istituzione dell’Area marina protetta.

«A tutti gli Amministratori coinvolti nella discussione – conclude Legambiente – chiediamo di affrontare con chiarezza e senza ideologia anche la questione legata alla gestione dell’Amp, perché la campagna elettorale è finita e la condizione ambientale, sociale ed economia dell’intero Paese lo impone. Questa, infatti, non è assegnata ad uno sconosciuto al territorio nominato dal Ministero, ma affidata in gestione ai Comuni (o al Parco regionale di cui sempre voi Sindaci siete responsabili delle nomine) al pari delle altre 30 aree marine protette istituite nel nostro Paese. Questo dobbiamo alla comunità marchigiana, per l’amore di verità e per il rigore scientifico che Legambiente ha avuto sempre nei sui 40 anni di azione sul territorio».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Covid – Ok lo screening di massa a Osimo e Castelfidardo

Organizzazione perfetta e soliti denigratori


Camerano, 24 gennaio 2021 – Al PalaBaldinelli di Osimo e al PalaOlimpia di Castelfidardo (foto) sono in corso gli screening di massa gratuiti tramite tampone antigenico rapido che rientrano nel progetto Marche Sicure messo in atto dalla Regione.

Al PalaBaldinelli, da oggi e fino a martedì 26 gennaio, oltre agli osimani possono sottoporsi allo screening i residenti di Filottrano, Agugliano, Polverigi, Santa Maria Nuova e Offagna. Al PalaOlimpia, oggi e domani, i residenti di Castelfidardo, Camerano, Numana e Sirolo.

In un Paese dove tutto si complica e niente risulta efficiente quando si tratta di dare servizi alla popolazione, va detto che sia ad Osimo sia a Castelfidardo le procedure di screening stanno procedendo senza intoppi. Meglio, in entrambe le realtà l’organizzazione, lo staff medico, gli addetti, stanno producendo un lavoro d’eccellenza.

Nonostante la massiccia adesione, e nonostante il giorno di pioggia, tutto risulta ben organizzato, non ci sono file d’attesa, il personale addetto allo screening risulta gentile, altamente professionale, con una particolare disponibilità nei confronti di anziani e bambini. E per capire quanto ciò sia rispondente alla realtà basta andare su Facebook e leggersi le centinaia di apprezzamenti, ringraziamenti e complimenti postati da altrettanti cittadini che si sono sottoposti al test.

In linea di principio, ma bisognerà aspettare il termine dello screening per avere un dato certo e attendibile, la percentuale di positivi che sta uscendo dai test si aggira intorno all’uno per mille a Castelfidardo, qualche virgola in più ad Osimo ma lo scostamento è minimo.

Particolarmente soddisfatti di questo andamento i due sindaci, Simone Pugnaloni e Roberto Ascani, che oltre ad averci messo del proprio nell’organizzazione non perdono occasione per ringraziare tutti gli artefici di questo bell’esempio di efficienza. Un’esperienza cui plaudire senza se e senza ma, che sarà propedeutica alla fase successiva della vaccinazione per tutti. Un esempio di come sia possibile far bene le cose quando il sindaco è valido e ci crede, a prescindere dalla propria appartenenza politica.

Eppure, nonostante tutto ciò, sui social c’è chi proprio non ce la fa a dare a Cesare quel che è di Cesare, a riconoscere all’avversario politico un successo, una capacità. Come nel caso di un nostro lettore che sotto l’articolo di presentazione dello screening ad Osimo ha postato: “Una bella pubblicità per il PD osimano”.

Non citerò il nome del lettore, non ne vale la pena. E dirò anche – ma lui lo sa – che Pugnaloni non raccoglie il massimo delle mie simpatie giornalistiche, ma questa è un’altra storia. In questa storia dello screening di massa, invece, riconosco al sindaco Simone Pugnaloni un gran lavoro al servizio della sua comunità e di quelle degli altri Comuni che sta ospitando al PalaBaldinelli. E sono convinto che neppure per un attimo, mentre si dava da fare per organizzarlo, abbia pensato alla sua appartenenza politica. E lo stesso vale per Roberto Ascani. Grazie sindaci!

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