Senigallia – Da ottobre a dicembre riapre la mostra sull’Acqua nel futuro

Ogni domenica presso la Rocca Roveresca tre visite animate

Senigallia, 18 ottobre 2020 – Alla luce del successo estivo la mostra Acqua – our water our future, alla Rocca Roveresca di Senigallia riapre dal 18 ottobre al 20 dicembre tutte le domeniche con tre visite animate alle 14.45 – 16.30 e 18.30.Sarà così di nuovo possibile scrutare misteriosi abissi marini comprendere come si for- mano tornado di vapore acqueo e scoprire le opere Leonardo da Vinci e le ultime ricerche micropalstiche all’interno di un percorso a 360 gradi accattivante e curioso per andare alla scoperta dell’elemento che genera la vita sul pianeta Terra.

Acqua – our water, our future è un progetto dell’Associazione NEXT, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e la Direzione Regionale Musei Marche, con il contributo della Fondazione Cariverona e Vivaservizi e il supporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

«Riusciamo a far continuare questo tipo di attività culturali in sicurezza in un autunno segnato dal Covid-19, esprimo un particolare ringraziamento a tutto lo staff della Rocca Roveresca che ospita ancora una volta questo importante progetto”, il commento di Mattia Crivellini responsabile della mostra e direttore di Fosforo: la festa della scienza.

La visita alla mostra è gratuita mentre l’entrata presso la Rocca Roveresca segue il normale biglietto di accesso. Per accedere alla mostra è obbligatoria la prenotazione presso il sito: prenotazioni.fosforoscienza.it

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo