AnconAmbiente, oltre 3.600 anconetani hanno usufruito dei Centri

A maggio dopo il lockdown, + 60%. Rubegni: “Ce lo aspettavamo e ci siamo preparati, tutto è andato benissimo un plauso ad operatori e cittadini”

Ancona, 3 giugno 2020 – Sono stati oltre 3.600 gli anconetani che hanno utilizzati i CentrAmbiente (sia quello di Via del Commercio che di Posatora) di AnconAmbiente a partire dal 18 maggio fino alla fine del mese, un numero che comparato all’anno 2019 fa segnare una crescita di oltre il 60% degli ingressi.

Oltre 400 i cittadini che invece si sono recati presso gli uffici dell’azienda, lo scorso anno erano stati 170. «Sono dati che ci aspettavamo dopo due mesi di lockdown e su cui abbiamo lavorato preventivamente aumentano il numero degli addetti al servizio e quello delle ore di apertura – spiega Roberto Rubegni, amministratore delegato di AnconAmbiente – In alcune giornate gli incrementi rispetto allo scorso anno sono andati oltre il 70% degli ingressi, uno sforzo organizzativo non da poco che si è concluso nel migliore dei modi».

Roberto Rubegni, amministratore delegato AnconAmbiente

I CentrAmbiente di Via del Commercio e di Posatora saranno ancora dotati per i prossimi mesi di 3 operatori addetti all’accoglienza anziché 2, con orari allungati. Nello specifico il CentrAmbiente di Via del Commercio sarà aperto da lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30, quello di Via Sanzio Blasi (Posatora) sempre da lunedì al sabato dalle 14.00 alle 18.45. Per gli Uffici al Pubblico di Via del Commercio sarà permesso entrare uno alla volta, in fila, con un distanziamento minimo fra le persone di un metro e tutti gli utenti dovranno indossare mascherine. Gli orari di apertura previsti vanno dal lunedì a al venerdì dalle ore 08.30 alle ore 12.30.

Regole comportamentali

AnconAmbiente invita i cittadini a non precipitarsi nell’accedere presso i Centri di cui sopra in quanto gli orari allargati e il potenziamento del servizio li rendono fruibili all’utenza per i prossimi mesi a venire.

L’accesso sarà consentito in tutti CentrAmbiente solo nel rispetto delle seguenti condizioni:

– saranno ammesse le sole utenze domestiche

– in attesa di entrare gli utenti dovranno attendere il loro turno all’interno del proprio veicolo

– per garantire il distanziamento sociale l’accesso sarà regolato dagli addetti consentendo l’accesso a massimo tre veicoli per volta

gli utenti dovranno obbligatoriamente:

  1. indossare la mascherina per tutto il periodo di permanenza all’interno del centro. è consigliato l’uso di guanti monouso o gel sanificante
  2. rispettare la distanza di sicurezza di almeno due metri durante le operazioni di conferimento
  3. accedere con i rifiuti già separati e svolgere rapidamente il conferimento per ridurre al minimo i tempi di permanenza all’interno del centro
  4. conferire solo i rifiuti in grado di gestire autonomamente
  5. seguire scrupolosamente il percorso di ingresso ed uscita e rispettare la segnaletica presente
  6. non sono consentiti conferimenti oltre gli orari di chiusura, pertanto eventuali mezzi presenti in coda potrebbero essere impossibilitati a conferire.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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