Ancona – Presentati i 5 progetti finalisti del Bilancio Partecipato

Suggeriti dai cittadini per migliorare la città. Si potranno votare dal 2 al 9 dicembre

Ancona – Anche quest’anno sta arrivando a conclusione il processo condiviso del Bilancio Partecipato dell’Amministrazione comunale di Ancona, lo strumento di condivisione e partecipazione dei cittadini al governo della città voluto dal consiglio comunale.

Il percorso – coordinato dall’assessore al Bilancio, Fabio Fiorillo – si è svolto con le stesse modalità della prima edizione, cominciando con l’invitare un campione di cittadini ad essere protagonisti del processo.

Il ministro Marianna Madia a luglio ha premiato a Roma l’assessore Fabio Fiorillo proprio per il progetto del Bilancio partecipato. La foto della premiazione

Sabato 2 dicembre all’Auditorium della Mole Vanvitelliana si svolgerà la Convention del Bilancio partecipato, aperta a tutti i cittadini, durante la quale i presenti potranno prendere visione dei 5 progetti “finalisti” per il 2017 ed esprimere la propria preferenza.

Sulla base dei risultati ottenuti e fino ad esaurimento del budget complessivo, il progetto – o i progetti – più votati muoveranno i primi passi nell’anno successivo.

Ancona – La presentazione stamattina dei cinque progetti finalisti del Bilancio partecipato

Questi i 5 progetti selezionati:

PROGETTO “LUNGOMARE PASSETTO” Sistemare e attrezzare l’area nei pressi delle grotte del Passetto migliorando il fondo, la fruibilità, l’illuminazione e l’accoglienza.

PROGETTO “SERVIZI IGIENICI PUBBLICI S.I.P.” Potenziare i servizi igienici pubblici nelle principali zone della città e riqualificare quelli già esistenti.

PROGETTO “ATTIVIAMOCI” Realizzazione di aree fitness nel parco della Cittadella.

PROGETTO “UN PASS PER ANCONA” una card a portata di mano per i cittadini e turisti per scoprire con semplicità Ancona, i suoi capolavori, il suo territorio.

PROGETTO “ACQUA PER TUTTI” Portonovo e Passetto aprono le porte alla disabilità motoria.

Dopo la loro illustrazione del 2 dicembre, la cittadinanza potrà votarli sia online attraverso il sito del Comune di Ancona attraverso una apposita applicazione, sia presso le sedi dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico e i centri civici delle circoscrizioni.

Ciascun progetto deve rientrare all’interno di un costo massimo di 150.000 euro, che è il budget complessivo definito dalla giunta assegnato al Bilancio partecipato.

 

redazionale

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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