Ancona – Portualità, sostenibilità ambientale e cambiamenti climatici

Webinar sulla Blue Economy a cura del Propeller Club Port of Ancona martedì 15 dicembre alle ore 17.30. Il link per l’iscrizione

Ancona 13 dicembre 2020 – Si terrà martedì 15 dicembre 2020 ore 17.30 il webinar “Blue Economy: i porti e le azioni per la sostenibilità ambientale e resilienti ai cambiamenti climatici” organizzato dal Propeller Club Port of Ancona.

Una delle maggiori preoccupazioni dei cittadini europei riguarda la tutela dei mari e i cambiamenti climatici. L’emergenza climatica e quella ambientale non sono lontane da noi, sia in termini temporali che geografici. Gli ecosistemi marini vengono danneggiati irreparabilmente, con gravi conseguenze anche economiche in maniera quotidiana.

La situazione critica dell’ambiente oggi nei nostri Paesi è causata principalmente dalle attività umane. L’eccesso di biossido di carbonio ha un forte impatto sui mari. Essi regolano il clima globale: operano come volano per le temperature; e influenzano il clima, attraverso la pioggia, la siccità, le inondazioni. I mari rappresentano anche il principale deposito di carbonio: circa 83% del ciclo del carbonio attraversa le acque marine. Questa crisi, può diventare però, un’opportunità. Quale? La Blue Economy che può diventare uno straordinario strumento per lo sviluppo sia per il mondo della ricerca sia per quello delle imprese.

Andrea Morandi, presidente Propeller Club Port of Ancona (foto d’archivio)

Questi saranno i temi che verranno trattati, dopo i saluti istituzionali di Rodolfo Giampieri presidente Autorità Portuale di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, da Simone Galeotti direttore Institute for Climate Change Solutions – ICCS, Francesco Regoli direttore DiSVA-UnivPM e Paolo Baldoni ceo Garbage Group. Moderatore del webinar sarà Andrea Morandi, presidente Propeller Club Port of Ancona. Per tutti coloro che varranno partecipare all’incontro sarà necessaria l’iscrizione al seguente indirizzo: https://meet.google.com/owk-jozo-ezu

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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