Ancona – Giornate Fai, gli studenti in Sinagoga

Gli allievi del Savoia-Benincasa apprendisti ciceroni nell’antico ghetto ebraico

Ancona, 23 marzo 2019 – Gli apprendisti ciceroni dell’Istituto superiore Savoia-Benincasa, come ormai di consueto durante le giornate Fai di primavera, guideranno i cittadini alla scoperta di quei luoghi solitamente inaccessibili o visitabili solo in occasioni particolari.

Appuntamento domani, domenica 24 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 presso la Sinagoga di Via Astagno, nel cuore dell’antico ghetto, costruita nel 1876. Varcare rispettosamente le soglie della sinagoga di Ancona significa entrare in contatto con il passato e tuffarsi in un mare di simboli.

La Sinagoga di Ancona

Tra gli scopi della Fondazione è infatti particolarmente forte quello dell’integrazione sociale attraverso lo strumento della cultura condivisa. All’interno della sinagoga i visitatori potranno entrare in contatto con una cultura di matrice diversa e per questo arricchente ed edificante. Non a caso il tema scelto dal Fai per l’edizione 2019 è “Ponte fra culture”, un progetto che vuole raccontare le molteplici influenze culturali che si rintracciano in alcuni dei siti aperti per l’occasione.

A guidare i cittadini domenica saranno gli studenti della 3ªA indirizzo turistico e 3ªA, B, C e D indirizzo scientifico, che dopo un importante lavoro di studio e approfondimento hanno raccolto materiale (anche video) di supporto all’attività di guide turistiche all’interno della sinagoga.

Tra gli eventi collaterali, sabato 23 marzo alle 18 presso la libreria delle Muse (angolo teatro delle Muse) si terrà la presentazione del volume “La sposa portoghese. Il rogo dei marrani di Ancona” alla presenza dell’autrice Renata Mambelli. Ci sarà anche la possibilità di degustare piatti della tradizione ebraica (per maggiori informazioni rivolgersi al banco Fai).

Il materiale prodotto dagli studenti è consultabile qui:

https://sites.google.com/savoiabenincasa.it/anconaebraica/home

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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