Urgono interventi nell’area residenziale di Via M. L. King e Via Hemingway

Li chiede Gianluca Castagnani: “È una zona frequentata da molti bambini e va adeguata dignitosamente con apposito arredo urbano”

Loreto, 22 giugno 2020 – «Che varie zone di Villa Musone siano ricordate solo sotto elezioni sembra ormai un dato di fatto – esordisce Gianluca Castagnani della lista civica Loreto Libera – basti pensare ai problemi incancreniti e mai risolti da oltre vent’anni di Via Rosario».

L’assunto è semplice: è sempre più diffuso il vezzo delle varie Amministrazioni comunali che tendono a realizzare interventi “visibili” sull’ambiente e/o sulla viabilità solo in prossimità della scadenza del mandato. Allora, se questo è, approfittiamone e sollecitiamoli questi interventi.

Accanto a Via Rosario, spiega Castagnani, c’è l’area residenziale di Via M. L. King e Via Hemingway fortunatamente piena zeppa di bambini che giocano a piedi e con le biciclette: «Un parco però con poca ombra ed una sola panchina in pietra – denuncia Castagnani – che costringe le mamme che sorvegliano i propri bimbi mentre giocano con l’unica altalena presente, a rimanere spesso in piedi. Anche per questo chiedo al Comune d’intervenire affinché l’area sia dignitosamente adeguata con apposito arredo urbano».

Castagnani ricorda inoltre le numerose segnalazioni, fatte in veste di consigliere comunale, in merito ai cantieri abbandonati della zona dove si formano pozze d’acqua maleodoranti dove proliferano zanzare e si trovano tane di ratti che scorrazzano nei giardini privati e negli stessi parchi pubblici.

Gianluca Castagnani di Loreto Libera

«Un altro esempio – insiste l’esponente della lista della Castellani – è una casa abbandonata che a suo tempo è servita per fare cubatura ad una lottizzazione mai completata, e che ora giace in  mezzo ai rovi. Anch’essa ricettacolo di topi e vari insetti molesti come gli scorpioni. Siamo al limite della segnalazione all’Autorità sanitaria competenti ormai, ed i semplici sfalci annuali non sono certo sufficienti a risolvere il problema che è di tutt’altra natura».

Tornando all’assunto iniziale, Castagnani conclude la sua denuncia evidenziando l’ennesima segnalazione alla quale non è stato dato seguito: «C’è un cartello pericolante all’incrocio tra Via M. L. King e Via Hemingway che ho segnalato da tempo ai competenti uffici, ma è ancora lì che incombe sul marciapiede utilizzato da anziani che si recano dal medico di zona. E anche in quel punto ci sono bambini che giocano. Ci si augura, considerato l’imminente arrivo delle elezioni con i soliti politici che suonano a tutti i campanelli ogni cinque anni, che qualcosa possa essere fatto per salvare non solo l’apparenza ma anche un po’ di sostanza».

 

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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