Le gravi problematiche del quartiere Grotte di Loreto

In una mozione SiAmo Loreto raccoglie le preoccupazioni dei residenti e le loro legittime aspettative

Loreto, 4 ottobre 2021 – I consiglieri comunali Cristina Castellani e Gianluca Castagnani della lista SiAmo Loreto, sollecitati da numerosi cittadini residenti nella Frazione Grotte, registrano tutta una serie di problematiche esistenti in quell’area: “che da anni si trascinano irrisolte nel quartiere”, e depositano in Comune una mozione che invita l’Amministrazione comunale ad intervenire.

Cristina Castellani e Gianluca Castagnani della lista civica SiAmo Loreto

La fotografia della situazione descritta nella mozione:

– è ormai prossima la scadenza della convenzione relativa alla lottizzazione della società “Bc Costruzioni srl” con sede legale in Osimo (AN) e dei suoi aventi causa sulle aree edificabili insistenti sulle arterie stradali: Via Falcone e Via Borsellino, in località Grotte di Loreto;

– nella medesima area risultano incompiute una parte considerevole delle opere di urbanizzazione a carico del concessionario, compresi il ripristino delle innumerevoli buche e la messa in sicurezza con la realizzazione del manto stradale nel tratto di strada compreso tra le due vie, nonché l’arredo della rotonda che interseca le medesime strade e, non ultima, la realizzazione di area verde attrezzata nell’area;

– la viabilità compresa tra Via Falcone e Via Borsellino è funestata da sistematici e ricorrenti episodi di pirateria stradale ad opera di moto e auto che percorrono la rotonda a velocità sostenuta e addirittura contromano, nonostante la presenza di telecamera di videosorveglianza che si teme non essere connessa con la locale stazione di polizia municipale;

– la segnaletica orizzontale è del tutto inesistente, mentre, a causa di frequenti atti di vandalismo, buona parte della segnaletica verticale è stata divelta;

– l’area oggetto di lottizzazione versa in uno stato di abbandono e degrado sia per assenza di interventi quotidiani dei mezzi meccanici di spazzamento, sia per la sistematica sottrazione del concessionario dell’area dalle opere di pulizia e sfalcio delle aree di sua competenza.

“Per quanto sin qui premesso e consideratosi legge nella mozione di SiAmo Loretos’impegnano Sindaco, Giunta Comunale ed Uffici competenti:

1) a vigilare sull’operato del concessionario, al fine di garantire l’esatto adempimento delle obbligazioni da parte della Bc costruzioni srl, in materia di opere di urbanizzazione per le quali ha ottenuto lo scomputo e la parziale esenzione dal versamento degli oneri di urbanizzazione;

2) a disporre la realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati ben segnalati, sia dal lato di Via Falcone, che di Via Borsellino, in corrispondenza della rotonda che interseca le strade, al fine di impedire il transito di veicoli a velocità pericolosamente sostenuta, a tutela della sicurezza dei residenti e dei pedoni in transito;

3) a far realizzare aiuole spartitraffico rialzate e delimitate da cordoli in entrambe le strade, in corrispondenza della rotonda che interseca le due vie, con riduzione della carreggiata, al fine di prevenire le manovre contromano e di garantire la sicurezza dei residenti e dei pedoni in transito;

Loreto – La telecamera di videosorveglianza non funzionante

4) ad assicurare la corretta entrata in servizio, funzionalità e connessione telematica della telecamera di videosorveglianza, nonché il costante rilevamento e notifica delle infrazioni al codice della strada ai trasgressori delle norme stesse;

5) a disporre sollecitamente il ripristino della segnaletica verticale e orizzontale;

6) a garantire lo spazzamento meccanico/manuale quotidiano delle vie Falcone e Borsellino, come avviene in ogni altro quartiere della città, soprattutto in considerazione di come la zona peraltro soffra pesantemente del degrado derivante dall’abbandono di ingenti quantità di rifiuti ad opera della moltitudine dei frequentatori del locale fast-food”.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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