Due loretani nel Comitato Ministero-Regione sulle servitù militari

Il Consiglio regionale ha nominato Gianluca Castagnani e Annachiara Duri rappresentanti nel gruppo di reciproca consultazione. Le cariche non prevedono compenso

Loreto, 21 febbraio 2019 – Il Consiglio regionale ha votato le nuove nomine nel Comitato Misto Paritetico Ministero-Regione sulle Servitù militari, tra i nomi designati spiccano due loretani, Gianluca Castagnani ed Annachiara Duri.

La proposta è stata fatta dalla capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Elena Leonardi, la quale ha candidato i due professionisti per la nuova struttura del Comitato stesso. Per Castagnani questa è la seconda nomina consecutiva, dato che risulta in carica sin dal 2015 mentre per la Duri si tratta di una nuova esperienza.

Annachiara Duri e Gianluca Castagnani

Annachiara Duri è laureata in ingegneria civile, iscritta all’Ordine ed è libero professionista, è contitolare di Studio Tecnico ed è iscritta all’Anaci. Castagnani, dottore forestale, ha un lungo curriculum istituzionale-amministrativo, ha lavorato in Enti Parco, Province ed è specializzato in vari settori ambientali; oltre che per il terzo mandato, è consigliere comunale in carica di Loreto.

Il Comitato Misto Paritetico Regionale ha il compito di armonizzare i programmi militari (installazioni, poligoni, ecc) con i piani di competenza regionale (territoriali, ambientali, paesaggistici).

Certa di aver nominato due persone competenti e preparate – ha detto il consigliere regionale Elena Leonardiauguro loro un proficuo lavoro nell’interesse della collettività precisando inoltre che niente è dovuto ai componenti, pertanto un impegno etico senza alcun centesimo di compenso per la partecipazione al Comitato medesimo”.

 

redazionale

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi