Parte dal Consiglio comunale di Camerano l’iniziativa Plastic free

Nelle scuole verrà consegnato un erogatore d’acqua in comodato d’uso gratuito

Camerano, 7 ottobre 2020 – Parte da Camerano l’iniziativa dell’Ata Rifiuti, indirizzata ai componenti dei Consigli comunali della Provincia di Ancona, di consegna di borracce riutilizzabili. Il progetto, che sarebbe dovuto partire ad inizio anno poi rinviato causa Covid, prevede in sostanza l’eliminazione di bottiglie e bicchieri in plastica monouso presenti durante le sedute di Consiglio e di Giunta, sostituiti da contenitori riutilizzabili o, in alternativa, da prodotti monouso biodegradabile e/o compostabile.

Camerano – Le borracce riutilizzabili presentate durante il Consiglio comunale

L’iniziativa rientra in un contesto più ampio di azioni deliberate dai Comuni della Provincia di Ancona, che hanno come obiettivo la riduzione graduale dei rifiuti derivanti dai prodotti realizzati in plastica, in linea con quanto previsto dall’Unione Europea, dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Marche.

Nelle prossime settimane, inoltre, partirà la campagna Acqua Libera Tutti in collaborazione con l’Ato idrico e Vivaservizi, che prevede la consegna nelle scuole di un erogatore d’acqua in comodato gratuito. Con l’erogatore sarà consegnato un kit di supporto didattico consistente in un manifesto e in una presentazione multimediale.

Sindaco, assessori e consiglieri di Camerano posano con le nuove borracce del progetto Plastic Free

Norme europee e nazionali stanno gettando le basi per una strategia che preveda una nuova economia della plastica, in cui la progettazione e la produzione di questo materiale e dei suoi prodotti rispondano pienamente alla esigenze di riutilizzo, riparazione e riciclaggio, e in cui il loro sviluppo avvenga all’insegna della sostenibilità.

Dal 1 gennaio 2019 è stato vietato l’utilizzo dei bastoncini per la pulizia delle orecchie (potranno essere venduti solo quelli biodegradabili), e dal 1 gennaio 2020 tutti i prodotti cosmetici che contengono microplastiche. Nei prossimi mesi, arriveranno altri divieti o limitazioni sull’utilizzo di posate, piatti, bicchieri, cannucce, mescolatori per bevande, contenitori per alimenti, pacchetti, involucri, prodotti del tabacco con filtro, salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero.

Camerano – L’assessore all’Ambiente Costantino Renato

«In attesa del riesame di tutta la filiera – informa Costantino Renato, assessore all’Ambiente di Camerano – è auspicabile che ognuno di noi adotti dei comportamenti virtuosi per ridurre il più possibile l’utilizzo della plastica monouso».

E ricorda, in tal senso: «di non abbandonare la plastica nell’ambiente (in strade, aree verdi, canali, fognature), di conferirla negli appositi contenitori della raccolta differenziata (non buttarla nell’indifferenziata), di limitare al massimo l‘utilizzo di piatti e bicchieri usa e getta, di usare una borraccia o riutilizzare più volte la stessa bottiglia per bere a casa, sul luogo di lavoro o a scuola, usare buste riutilizzabili per fare la spesa, non usare pellicole di plastica per conservare il cibo (meglio usare contenitori durevoli), preferire contenitori riutilizzabili e l’acquisto di prodotti sfusi».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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