Non sono ‘topi enormi’ ma nutrie!

Una specie di mammifero sempre più diffuso nei nostri territori. L'assessore Renato: "Vietate le esche avvelenate e rodenticidi"

Camerano, 19 marzo 2019 – Negli ultimi mesi è stata segnalata la presenza di topi enormi nella zona della Direttissima del Conero e in alcuni canali del territorio comunale.

In realtà, le segnalazioni si riferiscono a nutrie, mammiferi roditori molto simili ai castori che possono arrivare a 10 kg di peso, originari del Sud America, che poco hanno a che fare con i comuni ratti.

Questi mammiferi, quasi inesistenti nel nostro territorio, da qualche tempo si vedono sempre più spesso nei campi, e soprattutto lungo i canali d’acqua. Si nutrono per lo più di vegetali o del cibo che trovano nelle aree in cui vivono. Non è raro avvistarli durante una passeggiata a piedi, o scorgerli dalla propria auto transitando per la Direttissima del Conero o in altre strade comunali.

Nutrie

Non attacca persone e animali anzi, tende a nascondersi, e come qualsiasi animale cerca di difendersi se si sente minacciato. «Per questo – consiglia l’assessore all’Ambiente Costantino Renatoinvitiamo tutti a non avvicinarsi troppo e a non effettuare azioni aggressive nei confronti di questo animale. Altro invito è quello di non lasciare esche avvelenate e rodenticidi perché è vietato dalle attuali norme».

Al momento la loro presenza non desta allarmismi e, nel caso si dovesse sviluppare una condizione particolarmente invasiva, i cittadini possono contattare direttamente la Regione Marche o l’Ufficio Ambiente del Comune per segnalare il fenomeno.

La nutria non è il solo animale che sta popolando il territorio. Oltre ai cinghiali, potrebbero essere avvistati anche animali che sembravano non essere più presenti sul nostro territorio come gli scoiattoli, i tassi, gli istrici, le volpi, i falchi, gli aironi cinerini, i gruccioni, la stiracchiata della spatola e perfino i lupi.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


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