Manutenzioni al Bosco Mancinforte

A cura del Parco del Conero, del Consorzio di Bonifica delle Marche e dei ragazzi del progetto Rio & Archeo

Camerano, 31 ottobre 2020 – Sono in corso piccoli interventi di manutenzione all’interno del Bosco Mancinforte, finalizzati alla sistemazione ed una migliore fruibilità di tutta l’area.

I lavori riguardano principalmente la raccolta dei rifiuti sparsi tra la vegetazione, la risagomatura e sistemazione delle scalette e di alcuni tratti di sentiero, la pulizia dei gradoni e dei tavoli, sfalci e tagli vari di piccole piante e arbusti presenti a livello del suolo. Saranno inoltre tolte parti di staccionate che hanno subito atti vandalici ed alcuni rami rotti dal maltempo delle scorse settimane. Per limitare l’accesso alla parte finale del sentiero, al momento non saranno spostati gli alberi caduti.

L’area è molto cara ai cameranesi: accoglie più di 150 piante ornamentali e di alto fusto, alcune centenarie ed altre addirittura ultracentenarie. Una notevole varietà tra le quali querce, lecci, aceri, biancospino, edera, rovi, caprifoglio, pungitopo, oltre a primule, violette e ciclamini. Il viale principale conduce ad un belvedere con un suggestivo panorama sulla vallata del Boranico e verso Ancona.

I lavori di manutenzione si devono al Parco del Conero, al Consorzio di Bonifica delle Marche e ai ragazzi del progetto Rio & Archeo che prevede il reinserimento sociale di soggetti affetti da dipendenze patologiche, finanziato dalla Regione Marche e realizzato dagli enti accreditati per la cura delle dipendenze.

L’assessore Costantino Renato: «Ricordiamo a tutti che il Bosco Mancinforte è di proprietà pubblica e quindi è responsabilità di ciascuno di noi averne cura e rispetto».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

So this is Xmas (unfortunately…) caro John

Quest’anno, nonostante le tradizioni, sarà un Natale diverso


2 dicembre 2020So this is Xmas/ And what have you done/Another year over/And a new one just begun… (Così questo è il Natale/E cosa hai fatto?/Un altro anno è passato/Ed uno nuovo è appena iniziato…)

Da anni ormai, puntualmente ogni anno, all’avvicinarsi del Natale e delle sue, almeno per me, infingarde e melanconiche atmosfere che l’accompagna, questa celeberrima canzone di John Lennon torna a ronzare insistente nella testa. Quasi un j’accuse verso consapevolezze regolarmente ignorate (Così questo è il Natale..); verso quel senso di colpa che saltella qua e là fra le note, che ti porta a pensare: “cavolo, certo che potevo fare di più!” (E cosa hai fatto?)

Non esiste nulla al mondo che possa in qualche modo avvicinarsi al Natale. Pasqua, Capodanno, Ferragosto… non c’è confronto. Neppure la parvenza d’una improbabile competizione. Natale è Natale, punto! Sarà il presepe e l’albero addobbato, saranno le luminarie, sarà quell’odore persistente di neve che respiri nell’aria anche quando la neve non c’è, sarà la messa di mezzanotte anche se a messa poi non ci vai, o il cenone in famiglia, i pacchi regalo che fanno luccicare gli occhi dei bimbi, o il mercante in fiera e la tombola con amici e parenti, il panettone e i mandarini… ognuno si prenda il ricordo, il sapore, l’atmosfera che vuole, tanto è gratis.

So this is Xmas (war is over)… ronza Lennon nella testa. Chissà se anche lui a Natale mangiava panettone e mandarini… se non l’ha fatto s’è perso parecchio. Però, caro John, quest’anno non è vero che la guerra è finita. Non è finita quella che intendevi tu e, per giunta, ne è arrivata un’altra così micidiale, infingarda, restrittiva a livello mondiale che neppure ti potevi lontanamente immaginare.

È una guerraccia, John, perché il nemico è invisibile e non puoi sparare a qualcosa se non lo vedi. E siccome è invisibile c’è gente che neppure ci crede d’essere in guerra, d’avere un nemico. Anche se le cataste dei morti sono altissime un po’ dappertutto: in America come in Giappone. Indistintamente dal colore della pelle, John, altro che i fratelli rossi, gialli, bianchi e neri che tu auspicavi in pace. Oggi, quei fratelli sono accomunati da un identico destino cinico e baro.

Quest’anno, lasciamelo dire, per la prima volta nella vita il Natale sarà un’altra cosa per quanto il mondo si sforzi per far sì che sia ancora quello di sempre. Quest’anno sarà diverso, costretto, dismesso, limitato. Costellato da una punta d’angoscia, quella brutta brutta però, che ti fa sentire impotente e piccolo piccolo, senza armi, piani o strumenti necessari a gestire il futuro.

Così questo è il Natale/E cosa hai fatto? Ti rispondo, John: ho vissuto. Semplicemente. E come me, miliardi di esseri umani. Ma quest’anno sarà un Natale diverso… War is over, if you want it/War is over now/Happy Xmas. Lo vorrei con tutto me stesso, John, non sai quanto; ma non è vero che la guerra è finita. Felice Natale anche a te. Quest’anno, per me, lo sarà un po’ meno.

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