Manutenzione degli alberi: in un anno 809 potature

Terminati gli interventi programmati dall’Ufficio Tecnico per il 2020

Camerano, 12 febbraio 2021 – “La manutenzione ha riguardato 691 alberi prima dell’estate e altri 118 nel periodo tra novembre 2020 e febbraio 2021 per un totale di 809 piante”. A comunicarlo è l’assessore all’Ambiente Costantino Renato.

Gli interventi più importanti, che hanno riguardato per lo più la sagomatura e il contenimento delle chiome, sono stati eseguiti in: Via Corraducci, Via Repubblica, Via Don Minzoni (pinetina), Via Scandalli, Via Gramsci, Via Barbini, Via Fornaci, Via Garibaldi, Pineta Comunale, Via Loretana (“For d’ Porta”), Via dei Frati, Cortile Sperandei, area esterna Palasport, Pineta Via Papa Giovanni XXIII, Scuola Umbriano, Via Cagiolino, Via degli Schiavoni, Via Galletto, Via Marconi, Via Paolo VI, Via Toti, Viale Ceci e Via Volta.

Le potature, in un momento dell’anno come l’attuale dove le previsioni meteorologiche dicono di una possibile nevicata anche sulla costa, contribuiranno a preservare i rami degli alberi che potrebbero spezzarsi sotto il peso di un’abbondante precipitazione nevosa.

Nell’ottica di mantenere una costante manutenzione del verde pubblico, l’ufficio Ambiente del Comune negli anni ha analizzato con attenzione aree, tipologie di piante, frequenze e periodi, pianificando gli interventi su un arco temporale pluriennale.

«Con questa metodologia – spiega l’assessore – è possibile raggiungere quasi tutti gli alberi presenti sul territorio in modo regolare, dando ovviamente sempre la priorità agli interventi ritenuti più importanti per la sicurezza».

 

redazionale

© riproduzione riservata 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo