Lo stato e la qualità dell’acqua a Camerano

Le analisi al rubinetto la qualificano ‘medio minerale’

Camerano, 7 maggio 2019 – Dai campionamenti periodici effettuati da Viva Servizi sull’acqua che esce dai rubinetti di Camerano, non emerge alcuna particolare criticità. I valori espressi dalle analisi, in generale, la qualificano medio minerale, particolarmente buona e con ottime qualità organolettiche.

Periodicamente, le sorgenti e i pozzi sono controllati dal laboratorio analisi aziendale certificato per tale attività, e dalle autorità sanitarie che garantiscono il rispetto dei parametri previsti per legge. In particolare, dagli ultimi valori rilevati (dati trasmessi dall’assessorato all’Ambiente del Comune di Camerano), è emerso che ci sono ragionevoli quantità di Calcio (mg/l 104.2), molto minori rispetto ad alcuni marchi molto reclamizzati sui media.

Gli altri componenti:

Magnesio mg/l 11 (il calcio e il magnesio concorrono insieme a definire la durezza dell’acqua. La loro concentrazione è in funzione della tipologia del terreno che l’acqua attraversa). Sodio mg/l 26.7, Potassio mg/l 2,5, Cloruri mg/l 41.3, Solfati mg/l 56.6, Nitrati mg/l 11.4, ph 7.4 (ph caratterizza l’acqua in base alla sua acidità), Conducibilità us/cm 628 (la conduttività misura la quantità totale di sali minerali disciolti nell’acqua), Residuo fisso mg/l 418 (il residuo secco rappresenta il contenuto salino totale dell’acqua), Floruri mg/l 0.5, Durezza °F 30.6 (la durezza misura in gradi francesi il contenuto totale dei sali di calcio e magnesio).

L’acqua distribuita da Multiservizi a Camerano ha una durezza di 30.6°F (gradi francesi). Quando l’acqua viene riscaldata a temperature oltre i 60° il calcio precipita e si deposita sulle apparecchiature domestiche e con il tempo può logorarle. Molti ricorrono all’utilizzo di congegni per abbattere la quantità di calcio, questo può essere utile per il mantenimento di lavatrici e lavastoviglie ma non è consigliabile per l’uso alimentare.

Le fonti di approvvigionamento dell’acqua cameranese:

variano percentualmente a seconda dei periodi dell’anno: per il 55-60% da Gorgovivo da Monte Zoia, da Via Zingari, da Via Gradina/San Germano e da Via Fontanelle; per il 15- 20% dai Pozzi Betilico, Coppo e “pozzo profondo”; per il 25% dalla Diga di Castreccioni.

Chi dovesse trovarsi di fronte a guasti alle condotte che generano perdite d’acqua, può segnalarlo con tempestività al numero di Pronto Intervento 800.18.15.77, attivo 24 ore su 24.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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