Controllato il fiume Aspio e alcuni canali

Il sopralluogo di Ufficio tecnico e Consorzio di Bonifica ha evidenziato criticità per i canali Boranico e Betelico che necessitano di manutenzione

Camerano, 9 aprile 2019 – È stato effettuato un sopralluogo congiunto, ufficio tecnico del Comune e Consorzio di Bonifica delle Marche, per verificare le condizioni del fiume Aspio e di alcuni canali presenti sul territorio.

Un controllo finalizzato a valutare eventuali criticità lungo i tratti fluviali, ed eventualmente considerare gli interventi necessari per ripristinare le normali condizioni di sicurezza. In alcuni tratti il fiume e alcuni canali, in conseguenza di eventi atmosferici imprevedibili, potrebbero esondare creando situazioni pericolose o provocando danni alle attività, ai residenti della zona e alle auto in transito.

Nei punti verificati del fiume Aspio, del Boranico nel tratto tra via Fontanelle-Via Direttissima del Conero e a valle di Via Inferno, a parte qualche rifiuto e piccoli alberi caduti, non risultano particolari criticità. La vegetazione per quanto possa sembrare folta, al momento non presenta un pericolo per il deflusso dell’acqua.

Camerano – Sopralluogo al canale Boranico

Necessita invece di manutenzione ordinaria il tratto del Boranico da Via Direttissima del Conero al fiume Aspio, e il Betelico nel tratto a valle di Via Massignano che risulta completamente invaso dalla vegetazione.

Nel primo caso il Consorzio di Bonifica cercherà entro la fine dell’anno di effettuare una pulizia del tratto, mentre nel secondo caso, pur volendo intervenire, ci sono limitazioni alle manutenzioni dal momento che l’area insiste all’interno del Parco del Conero.

«Ricordiamo – avverte l’assessore Costantino Renatoche indipendentemente dagli interventi che potranno essere fatti o dall’attuale stato dei canali, l’eventualità di forti piogge non esclude la possibilità che la massa idrica eccedente defluisca su strade e campi, o che si creino delle micro frane in alcune aree, quindi si raccomanda la massima prudenza nel caso ci si trovasse in tratti stradali o aree con abbondanti flussi o ristagni d’acqua».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


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