La Giornata del Libero Scambio di Semi

Organizza Clorofilla Numana domenica 23 febbraio in Piazza Vittorio Veneto a Sirolo

Sirolo, 20 febbraio 2020 – “Ogni seme è l’incarnazione dei millenni di evoluzione della natura e dei secoli di riproduzione da parte degli agricoltori. È l’espressione pura dell’intelligenza della terra e dell’intelligenza delle comunità” (Vandana Shiva).

L’Associazione Clorofilla Numana organizza domenica 23 febbraio dalle ore 16 in Piazza Vittorio Veneto a Sirolo, presso il Circolo Culturale, la Giornata del Libero Scambio di Semi. Un evento aperto a tutti, anche a chi non ha semi ma vuole conoscere il magico mondo dello scambio semi, a chi lo conosce già e chi vuole condividere talee, piantine, tuberi, ortaggi.

Un momento di incontro e valorizzazione della conoscenza rurale, modi di fare, storie agresti, esperienze e curiosità. Spiegano gli organizzatori: «Lo scambio funziona cosi, se hai semi autoprodotti (non servono grandi quantità), li porti da noi in un vasetto di vetro o in un pezzo di carta e li metti su un tavolo in cui ci saranno anche i semi di altre persone. I semi si scambiano gratuitamente insieme con le informazioni che raccontano la loro origine, il luogo dove sono stati riprodotti, chi li ha conservati e li tramanda, le informazioni per coltivare con successo le piante alle quali danno vita. Bustine, carta e penne li mettiamo a disposizione noi».

A fare da corollario all’evento, un’apericena dalle 19 alle 20.30 (richiesta la prenotazione) presso i seguenti locali:

Il Grillo
Insalatina con Pere, Pecorino e Noci, Ricotta al forno con composta di Visciole e Anice Stellato, Frittatina con erbette aromatiche, Riso Basmati al Cardamomo con Ceci al Curry, Fagioli al profumo di Cumino, Peperoni in Agrodolce, Zucchine al Porro con Sesamo Tostato.
Calice di passerina biologica – € 15

Love Caffè Centrale – Sirolo
Insalata di cereali misti con verdure, Zuppa con verdure di stagione e crostini, Fantasia di verdure al forno, Mini hamburger di cereali o verdure
Con calice di vino o basic drink – € 18

Vellutata di zucca con semi vari, Verdure al forno
Calice di vino o basic drink – € 12

Programma:16:00 Apertura scambio semi, libri a tema selezionati dalla Libreria Fogola.
16:30 regalo per tutti: “salviamo le Api”
ore 17:00-19:00 Bla Bla Bla… Racconta e condividi la tua esperienza, le tue idee e i trucchi del mestiere.
19:00 – 20:30 Apericena vegetarino & vini a km 0 Bio
21:30 Proiezione del film: La fattoria dei nostri sogni (guarda il trailer)

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E per chiudere: “Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno – forse lo faranno tutti” (Albert Einstein)

 

redazionale


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di Paolo Fileni

L’assurda burocrazia di Trenitalia

L’odissea di un’anconetana infortunatasi nel viaggio in treno tra Fano e Pesaro


29 maggio 2020 – Se viaggiate per ferrovia con Trenitalia, attenti a non farvi male, potreste non ricevere mai il risarcimento dovuto. O, nella migliore delle ipotesi, doverlo aspettare per anni. Vi racconto una storia.

C’è questa ragazza, una 35enne anconetana, che a Fano (foto) la mattina del 7 novembre 2019 sale sul regionale 11582 (partito da Ancona), con destinazione Bologna. Il convoglio, come al solito, è strapieno. La giovane cerca un posto a sedere ma non lo trova. Sale al primo piano di una carrozza ma anche lì non c’è posto. Allora, scende di sotto per continuare la ricerca. Ma è qui, quando ormai la stazione di Pesaro si sta avvicinando, che il tacco della sua scarpa sinistra – non un tacco a spillo, ma un tacco di 2-3 centimetri largo e quadrato – s’incastra nel bordo esterno metallico troppo rialzato del nono gradino della scala.

La malcapitata perde l’equilibrio. È in perfetta forma fisica e ha le mani libere dal momento che porta uno zainetto sulle spalle. Con la mano destra tenta di aggrapparsi al corrimano ma non lo trova e rovina pesantemente al suolo sbattendo con violenza il mento e la testa.

Viene immediatamente soccorsa dagli altri passeggeri. Viene chiamato il capotreno che solerte stila un rapporto sull’accaduto. Alla successiva fermata di Cattolica, in stazione ad attenderla ci sono i sanitari del 118 che in ambulanza la trasportano all’ospedale Cervesi dove, dopo gli esami e le radiografie, le viene riscontrata la frattura del quarto metacarpo della mano destra, un lieve trauma cranico e un’ampia ferita lacero contusa al mento che necessita di punti di sutura.

Insomma, una brutta botta. Senza contare che dopo la rimozione del gesso alla mano portato per trenta giorni, la giovane si è dovuta sottoporre a cicli di magnetoterapia e fisiochinesi per il recupero dell’articolazione. L’anconetana, per essere risarcita del danno subito, si affida allo Studio3A-Valore, una società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei cittadini.

Sulla carta sembra una pratica semplice: ci sono decine di testimoni, c’è il referto del capotreno, c’è la documentazione medica completa, copia del biglietto e quant’altro. La documentazione viene spedita a Trenitalia, ma Trenitalia non risponde. Né alla richieste di aprire il sinistro, né alle richieste di trasmettere copia del rapporto dell’infortunio. Non risponde neppure ai tanti solleciti caduti nel vuoto. Ed è chiaro che l’emergenza Covid-19 non è una giustificazione accettabile.

Finalmente, il 25 maggio 2020 la società Centro Processi Assicurativi, incaricata per la gestione tecnica dei sinistri dalle Ferrovie dello Stato, comunica la presa in carico del sinistro in questione, ma cosa chiede tra i documenti “senza i  quali la pratica non potrà avere seguito?” Sì, proprio quello: il verbale del capotreno! Quel verbale che possiede solo Trenitalia e che Studio3A ha richiesto invano per sei mesi. Intanto, la giovane anconetana aspetta… perché in Trenitalia non sono solo i convogli a viaggiare in ritardo, pure le pratiche vanno a rilento. Specie quelle risarcitorie!

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