Agricoltura: il Parco del Conero organizza un incontro sulla Consociazione

Interverrà il prof. Tavoletti di Univpm. Case history dell’Azienda Agricola Biancarda di Sirolo

Sirolo, 12 marzo 2022 – Giovedì 17 marzo dalle ore 18 presso il Centro Visite del Parco del Conero in Via Peschiera 30 a Sirolo, è previsto un incontro con le aziende agricole sul tema “Diversificare: le consociazioni”.

Consociare significa coltivare nello stesso campo due o più specie diverse. I risultati sono molto interessanti sia in termini di produzione complessiva delle specie prodotte che in termini di fertilità del terreno.

Sirolo – Il Centro Visite Parco del Conero

L’incontro, introdotto dal direttore del Parco del Conero Marco Zannini, sarà coordinato da Valerio Ballerini, agronomo, e prevede la partecipazione del prof. Stefano Tavoletti, del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell’Università Politecnica delle Marche, tra i maggiori esperti e studiosi di questa tecnica.

Nel corso dell’incontro sarà presentata la case history dell’Azienda Agraria Biancarda il cui titolare Massimo Gentili, racconterà l’esperienza di consociazione già avviata nella sua proprietà.

L’iniziativa si inserisce nell’Accordo agroambientale d’Area avviato nel territorio del Parco sul tema “Coltiviamo la qualità delle acque del Conero” destinato a scambiare buone tecniche colturali di agricoltura biologica. In ottemperanza alle norme anti-contagio, all’ingresso occorrerà esibire il Green pass rafforzato e nella sala occorrerà indossare la mascherina FFP2 per la durata dell’incontro.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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