‘Conero Stile libero Riserva 2016’ eccellenza delle Marche

L’Associazione Italiana Sommelier premia l’Azienda Angeli di Varano inserendo il suo Montepulciano in purezza nella guida “Le Marche nel bicchiere”

Camerano, 24 novembre 2021 – Quando le eccellenze del territorio rendono orgogliosi chi le produce. È il caso dell’azienda enologica Angeli di Varano, e del suo enologo Matteo Chiucconi – con negozio in Camerano, Via Papa Giovanni XXIII, 65 – che ha visto premiato il suo “Conero Stile libero Riserva 2016” come un vino Eccellenza delle Marche, inserito dall’Associazione Italiana Sommelier all’interno della guida Le Marche nel bicchiere 2022.

Camerano – L’enologo Matteo Chiucconi

Conero Stile libero Riserva 2016 è un vino ricavato da uve Montepulciano trattate in purezza e poi affinato in barrique di rovere. Un vero viaggio tra i profumi del Conero! Una creatura dell’enologo Matteo Chiucconi, sempre professionale e sempre dedito ad interpretare i profumi e frutti del territorio.

Per scoprire in anteprima l’eccellenza di questo vino, il cui premio verrà ufficializzato domenica 28 novembre alle ore 17 presso la Mole Vanvitelliana, banchina Nazario Sauro 28, basta visitare il punto vendita di Angeli di Varano a Camerano. Un negozio dai tantissimi prodotti e offerte: dalle bottiglie personalizzate, alle grappe distillate dall’uva di Montepulciano, cioccolatini, biscotti, marmellate, sacchetti profumati alla lavanda, olio essenziale, bagnoschiuma, saponette e creme morbide per mani e corpo in formati grandi e piccoli.

Un’idea originale per regali natalizi unici, particolari e a chilometro zero!

Per info: cell. 371 417 21 53; e-mail: Info@angelidivarano.it; Shop online: www.angelidivarano.it

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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