Camerano – “La vendemmia registra dati negativi in tutte le regioni”

Riccardo Cotarella di Assoenologi smorza i facili entusiasmi

Camerano – «Parlare di questa stagione mi mette tanta tristezza. Ad oggi la vendemmia registra dati negativi in tutte le regioni e la situazione è ancora più pesante del -24% che abbiamo stimato qualche giorno fa. Aborro quando sento alcuni colleghi parlare di annata del secolo, è un’annata povera anche sul piano qualitativo: gli enologi non devono seguire logiche di mercato né cercare di indorare la pillola, non è utile per nessuno».

Camerano – Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi

Lo ha detto oggi Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, alla tavola rotonda ‘Rosso come il vino’ che si è tenuta presso la sala convegni del Comune nell’ambito di Collisioni Jesi.

Il convegno sul vino rosso italiano è stato organizzato dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini in occasione dei 50 anni della Doc del Rosso Conero.

«Il mio non è un de profundis – ha continuato Cotarella – e sono tutto meno che catastrofista, ma la situazione è questa e vi posso garantire che in Spagna e in Francia lo scenario è simile. In questo momento, a fronte di un innalzamento del grado zuccherino, riscontriamo comunque un’altissima acidità. E questo è molto anomalo».

Camerano – Il logo del convegno sui 50 anni della doc del Rosso Conero

Sul Rosso Conero, in conclusione, il presidente di Assoenologi ha osservato: «Il Rosso Conero oggi non è un vino di moda e questo significa che avrà un successo più lento ma più solido. È un prodotto che non deborda e si distingue per le sue grandi doti di invecchiamento, oltre ad avere un grande valore aggiunto: quello degli enologi marchigiani che lo fanno con il cuore, dando al vino qualcosa in più».

Eccellenti anche gli apprezzamenti del responsabile del ‘Progetto vino’ di Collisioni e senior editor di Vinous, Ian D’Agata: «Quella del Rosso Conero è una zona benedetta da Dio, e la cosa interessante da prendere in considerazione è che se da una parte è un territorio unico, bellissimo, dall’altra è composta da aree molto diverse tra loro. Per questo occorre dare valore alla diversità e alle tante sfaccettature che possono rispecchiarsi nel bicchiere».

 

redazionale


Un commento alla notizia “Camerano – “La vendemmia registra dati negativi in tutte le regioni””:

  1. Gianfranco says:

    In poche parole sarà un annata povera e di scarsa qualità.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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